PI: BDB & FB

Che non è un messaggio in codice ma semplicemente: “Punto Informatico: Bonaventura Di Bello & Frieda Brioschi”.
Domenica sera mi ha scritto Paolo De Andreis chiedendomi se mi andava di rispondere a una lettera a proposito di ‘pedia che aveva ricevuto. Avendo un po’ di tempo mi sono cimentata nella stesura del papiro.

BDB scriveva:

Ho aspettato a scrivere questo messaggio per dare la possibilità agli interessati di poter dimostrare la loro equità e apertura al dialogo, ma direi che il tempo è scaduto. Vorrei denunciare un piccolo, ma significativo ‘disservizio’ che ho potuto notare tentando di inserire in Wikipedia (edizione italiana) una versione della mia ‘biografia minima’ più o meno simile a quella presente nell’edizione inglese/internazionale della famosa enciclopedia libera (che a quanto pare
tanto libera non è, almeno qui in Italia). Il 5 febbraio scorso ho deciso di creare una ‘voce’, partendo dal mio nome nella scheda di Zzap presente nell’enciclopedia in edizione italiana, riguardo al mio ruolo nel settore dei giochi di IF, alias avventure testuali, e della divulgazione informatica di cui mi occupo da oltre due decenni, avendo scritto un libro (Internet Tour 95) e creato numerose pubblicazioni per le edicole, sia su carta sia multimediali, alcune delle quali prime in Italia nel loro settore. Durante la stesura della bozza, tuttavia, due ‘amministratori’ sono intervenuti cancellando integralmente il testo senza alcun preavviso, a al terzo tentativo di ripristinarlo ho ricevuto un minaccioso messaggio in cui mi si intimava di non insistere altrimenti il mio IP sarebbe stato bannato. Premetto che non sono un esperto di Wiki ma ho cercato di seguire tanto le regole quanto la sintassi nel creare la voce di enciclopedia suddetta, tanto è vero che sull’edizione in inglese non ci sono stati problemi, né credo ci fossero dubbi su quanto scrivevo visto che basta cercare le tre parole che compongono il mio nome e cognome in Google per avere conferme circa la mia identità e quanto ho fatto dagli anni Ottanta a oggi nel campo videoludico e informatico-divulgativo. Ho anche scritto per rispondere ai commenti dei due ‘amministratori’ e far capire che il loro intervento era inopportuno pregandoli di verificare, ma il mio messaggio è lì ormai da settimane, ignorato (mentre quando si è trattato di ‘castrare’ il mio intervento l’azione non si è fatta attendere).
L’assurdità della situazione, oltretutto, deriva non solo dal fatto che la mia ‘scheda’ esiste su Wikipedia in inglese, ma che sono citato anche su IF Wiki e che su Wikipedia Italia esiste una voce inerente le avventure testuali, di cui senza falsa modestia posso ritenermi il più noto e prolifico autore e creatore qui nel nostro Paese.
Come ho scritto sul mio blog questa è l’ennesima riprova di come certe cose (molte cose) una volta arrivate qui da noi in Italia finiscono con lo sfiorire e perdere di valore, anzi marciscono. Naturalmente ho conservato traccia di tutto quanto è successo, sia come codice sia come ‘istantanee’ catturate sullo schermo, qualora fosse necessario fornire della documentazione.
Con rammarico e disillusione,
Bonaventura Di Bello
IF Game Designer, divulgatore informatico, italiano

e io ho risposto così:

Caro Paolo,
la lettera del signor Di Bello apre tantissimi spunti, provo a rispondere a tutti.
Partiamo innanzitutto dal “caso” in esame: un’autobiografia. Inserire la propria biografia su Wikipedia è assolutamente lecito ma fortemente sconsigliato dalle nostre policy perché essere autori e argomento di una voce troppo spesso fa perdere l’obiettività nell’esposizione e nel confronto con gli altri. Non di rado capita di sviluppare troppo attaccamento alla voce che scriviamo, quasi fosse una proprietà privata.
Su Wikipedia quello che si valuta è la voce così com’è scritta nel momento in cui la stiamo guardando, in questo caso invece le critiche mosse alla autobiografia del signor Di Bello hanno offeso lui come persona e non hanno raggiunto lui come autore, come invece doveva essere; alla richiesta di chiarimento sulla cancellazione della voce, Squattaturi ha risposto “era una biografia che secondo me non è enciclopedica: si può considerare alla stregua di un curriculum vitae, non leggo nulla che possa configurarsi come attività che ti renda famoso da poter stare su un’enciclopedia” a cui Di Bello risponde “Senza falsa modestia, per quanto non ami vantarmi, credo di aver diritto e meritare una voce in WikiPedia”. Squattaturi commenta il testo che ha letto, Di Bello risponde in prima persona.
L’altra grossa critica che riceviamo riguarda le comunicazioni: il sig. Di Bello scrive, domanda e nessuno gli risponde. Qui la questione è meramente tecnica: se sto discutendo con qualcuno e il mio interlocutore mi risponde nella sua pagina di discussione, ci sono buone probabilità che io non me ne accorga. La prassi vuole che per parlare con qualcuno io gli scriva nella sua pagina di discussione e lui risponda nella mia; in tal modo le funzioni software che mi avvisano che qualcuno mi sta contattando funzionano correttamente. Di Bello in effetti ha inizialmente contattato un amministratore sulla sua pagina di discussione e ha ottenuto risposta, ma poi ha continuato a scrivere senza più cambiare pagina. Come se io oggi scrivessi a Di Bello sul mio blog invece di commentare sul suo.
Quello che mi preoccupa nell’uso di Wikipedia è la partecipazione cieca: avvicinarsi e usare e partecipare ad un progetto senza essere consapevoli di quel che si sta facendo, senza dare una veloce lettura al manuale o alle linee guida, come si può dedurre da alcune “pretese”.
“Sono su en.wiki non capisco perché non posso essere anche su it.wiki”: essere presenti sull’edizione inglese non dà automaticamente diritto ad apparire su altre edizioni. Sebbene il progetto sia lo stesso, le comunità che animano le due edizioni e che sono sovrane per tutte le decisioni, sono diverse. Per quanto riguarda l’apparire su IFWiki non conosco, onestamente, il progetto né le sue scelte editoriali. Le diverse edizioni sono indipendenti.
“Ma quale enciclopedia libera, hanno censurato la mia voce”: “Enciclopedia” e “quello che voglio” non sono due concetti che si sposano. Libera ha diversi significati (elencati e dettagliati qui) principalmente legati alla licenza adottata, alla libertà di partecipazione (tutti possono scrivere!) e all’organizzazione interna, alla gratuità, alla neutralità. Nessuna “libertà” riguarda il contenuto delle voci.
Mi rendo conto che scrivo da un po’ e ancora non ho detto nulla sul contenuto della voce. In quanto amministratore del progetto ho la facoltà tecnica di andare a vedere le voci cancellate, quindi posso leggermi cosa c’era scritto nella voce “Bonaventura Di Bello”. Quel che noto ad una prima occhiata è la totale assenza di date (non viene detto quando è nato, in che periodo opera, ecc.); poi noto che mancano le fonti, mancano i fatti (si citano i giochi scritti ma c’è solo un nome, di tutto il lavoro nel settore editoriale non è citato nemmeno un libro) e il taglio non ha nulla di enciclopedico (la sua carriera è “storica”, una delle riviste a cui partecipa è anch’essa “storica”, ecc.). L’autobiografia (suppongo che l’utente Bonaventura sia sempre il sig. Di Bello) sull’edizione inglese è scritta meglio ma contiene affermazioni discutibili: “Bonaventura was the most active Italian writer of adventure-style game for personal computers”, “He could be defined as the Italian Scott Adams”. Senza una fonte o un’attribuzione le due frasi che cito non hanno ragione di stare su Wikipedia.
Se il signor Di Bello ha voglia di riprovarci, lo invito a contattarmi: possiamo scrivere insieme la sua voce. Ma non posso garantire che rimanga.

Tra ieri e oggi ho lurkato un po’ nei commenti (sono più di 300.. mi sono limitata ad alcuni tra i primi dei vari thread) e vorrei recuperarne due.
Il primo è quello di BDB:

Sarebbe scortese non rispondere brevemente alla Signorina Frieda Brioschi. Vorrei solo dirle che la ringrazio per l’invito ma che nella frase finale (la invito a riprovare ma non è detto che rimanga) ho letto la stessa ambiguità che si legge nell’altra frase (è possibile ma non è consigliato), e visto che non ritengo un caso l’intervento di proposta censura anche sulla voce in inglese subito dopo l’apparizione di questa notizia su Punto Informatico, visto che l’orario è esattamente successivo alla mezzanotte, ora di pubblicazione, le vorrei ricordare la famosa frase latina: quis custodiet custodes?

Mi sento di rispondere in tutta tranquillità: nessuno. Non essendoci una redazione, non è possibile.. e fa parte delle tante libertà che ho menzionato. Però ribadisco cancellare una voce non è censura..
Mi appunto che se mai mi capiterà di incontrare BDB, cercherò di ricordarmi di portargli una copia del manuale di Wikipedia, non per polemica o altro, ma per trovare un terreno comune su cui discutere.
Il secondo è anonimo e non lo cito perché mi loda (o almeno, non solo per quello ;-)), ma perché tra tanti fa una riflessione pacata e interessante:

Frieda Brioschi = UBI, giusto? 🙂
beh, grande Frieda.
hai risposto egregiamente, e mi rendo conto che essere pacati come sei stata, pur nella fermezza, è un dono che non sempre si ha, ma soprattutto non sempre si usa.
molti admin hanno il gran problema di non essere esattamente degli “esseri sociali” e prendere a pesci in faccia alla “RTFM” e “BOFH” un bel po’ di gente.
se mi chiedi di citarti degli esempi ti lascio perdere, perché ne hai sicuramente visti e sopportati più tu di me.
Siamo tutti umani, ma quando hai “a che fare col pubblico” e sei non “super partes” ma sei sopra gerarchicamente, allora la richiesta verso il tuo atteggiamento deve essere differente.
Quel che scrivi e la tua riposta sono ineccepibili, condivisibili.
Ma quante volte succede?
Sono d’accordo che il tizio è l’ennesimo “io me lo merito” opinabile. Però se è stato maltrattato come tanti altri, la cosa non è positivissima.
Siamo un popoletto di permalosi, sia come users, sia come admin.
Non è facile e non mi pare che il “temperamento latino” sia un buon motivo perché qualcuno faccia l’offeso e smetta di fare e di dare. Tutti dovrebbero calmarsi, ma quando questo è auspicabile per un user, secondo me deve essere RICHIESTO ad un admin.
Nemmeno un Jimbo, imho, deve permettersi di strapazzare qualcuno.
E’ anche vero che tanti utenti sono arroganti e prepotenti e forse è bene rispondere con uno “sberlone virtuale”. Non lo so: in effetti wikipedia ci mostra che cosa significa un certo metodo di governo delle opinioni che tenta di essere giusto, ma che tenta anche di essere regolato.
Auguroni a tutti.

Se mi chiama Ubi allora è un wikipediano e ci sono buone probabilità che sappia di cosa sta parlando. Le segnalazioni che fa sono corrette e non ho bisogno di chiedere esempi, potrei andare a cercarmeli e trovarli in pochi minuti; mi sta bene il discorso generale e sono pronta a metterci una firma (recentemente dibattevamo del comportamento di “tutti”, ossia admin e utenti, nella discussione sulle voci da cancellare.. argomento da brivido) sotto al “mea culpa” generale. Ma onestamente non in questo caso, perché non ne vedo gli estremi: le procedure che ci siamo dati sono state seguite alla lettera, forse in maniera troppo asettica? Ecco, questo è l’unico spiraglio che posso aprire.

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Una risposta

  1. Grazie per lo ‘spiraglio’, Frieda, e visto che qui possiamo dialogare senza troll di sorta, approfitto per porre una domanda fondamentale: la voce attualmente pubblicata su Wikipedia.org è corretta, anche e soprattuto in virtù dei link richiesti e forniti a fonti esterne? Se la risposta è sì, basta tradurla per pubblicarla su Wikipedia Italia e, ovviamente, la validità attuale rimuove la nota presente sulla voce stessa? Se la risposta è no, sarò io stesso a rimuovere la voce da Wikipedia.org perché a questo punto non mi sarebbe possibile capire le motivazioni addotte, e la negazione stessa. Soprattutto alla luce di quanto scritto da molti commentatori di PI su altre ‘voci’ di Wikipedia Italia che non rispondono ai requisiti ma esistono senza alcuna nota di cancellazione propsta o altro, e alla luce di quanto già da me ampiamente fornito… a meno che non mi si chieda addirittura di inviare un fax con l’intervista che Game Pro mi ha concesso mesi fa e ha pubblicato sul numero attualmente in edicola. Ma del resto credo che quanto scritto da De Andreis nella ‘descrizione breve’ del nostro ‘carteggio’ su P.I. sia, da sola, una fonte esterna che conferma la mia reputazione. Più di questo non saprei aggiungere, e ho come l’impressione di stare a elemosinare qualcosa, il che non è davvero il caso, vista la situazione.
    Le altre domande da me poste e ignorate, come quella sulla validità della regola del divieto di comporre voci autobiografiche e l’eventualità di farlo accedendo con credenziali non riconducibili all’autore-soggetto della voce, possono restare nel limbo, a questo punto. Almeno in questa sede e su P.I.
    Cordialmente,

    Bonaventura ‘BDB’ Di Bello

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