Da ieri vedo e accedo al software di Wikipedia da semplice utente.
Dopo 7 anni mi sono dimessa da amministratore e burocrate (ma il resto – l’utente, il presidente, il contatto – rimangono).

Il mio tempo non aumenta e il mio “lavoro” da admin ultimamente era proprio poco. Magari in futuro non avrò un tubo da fare e tornerò sui miei passi, ma per ora va bene così.

(forse) ne abbiamo parlato qui:

La prossima Wikimania, l’assemblea mondiale dei wikimediani, si terrà ad Haifa dal 4 al 7 agosto 2011.
La scelta ha seguito un iter che si è consolidato negli anni: ci sono state delle candidature (quattro) tra le quali una giuria ha scelto la vincitrice; a tutti i candidati sono state fatte pubblicamente alcune domande, sia da parte della giuria che del pubblico. Qui quelle di Haifa.

Sebbene anche la Wikimania ad Alessandria d’Egitto avesse ricevuto delle critiche, non era nato alcun sito di protesta come succede invece ora.

Harel Cain, uno degli organizzatori, riassume in una mail le risposte alle critiche raccolte (ad esempio qui):

  • We will be delighted to have as high a participation as possible from the entire Middle East. This is really, really important to us, more than everything else. You can visit our website and see that most of it has already been translated into Arabic.
  • Unfortunately, ME politics is often plagued by tactics such as banning and boycotting. No matter how good our intentions, I’m sorry to say there will be people there who will still abstain from coming to the conference for their own reasons, and there’s not too much we can do about it. If someone doesn’t want to come to Israel, well, then, we can only express our regret at his choice (which we think is misinformed). I wish they could all come here and change their minds about Israeli reality.
  • Wikimedia is not about politics, Wikimedia Israel doesn’t represent the Israeli government (or any other political entity), and we’re trying to focus this on free knowledge and a way for people to meet and interact, not on politics.
  • Wikimania 2011 will be held in Haifa, a city which is home to both Jews and Arabs. We’ll be promoting it (also) using bilingual posters and brochures, and will try to reach the very large population of Israeli-Arab students in Haifa’s academic institutions.
  • Israeli Arabs can (of course!!) reach the conference like any other Israeli – they just need to get to the venue, on foot, by car, by train or by bus.
  • Palestinians living in the West Bank enter Israel by the thousands every day. Yes, they need a permit for that. Obtaining that permit is a routine operation. Yes, some difficulties might come up there, we’ll use our contacts within Israeli authorities to try to facilitate this as much as possible, including issuing letters of invitation and contacting the authorities well in advance. In fact, Israel might be one of the easier destination for Palestinians to reach.
  • Palestinians living in Gaza will have a harder time entering Israel. We’re looking at various possibilities to make this possible, should there be any real demand for this. One possibility is for them to enter Egypt via the border crossing in Rafah (which Egypt usually closes) and to reach Israel via Egypt.
  • Having said that, we know of *no* Palestinian (or Israeli-Arab) Wikimedians, despite repeated attempts over the years to locate some. If someone knows any, please let us know!
  • Citizens of other countries can fly into Israel or enter Israel through the open border crossings with Jordan and Egypt. Israel of course recognizes the passports of countries with which it has diplomatic relations, even only partial relations, such as Egypt, Jordan, Tunisia, Morocco, Algiers and others. Please refer to http://wikimania2011.wikimedia.org/wiki/Visas.
  • For some countries which do not recognize Israel like Syria, Iraq, Iran and Saudi Arabia, entry will be more difficult, but there have been sporadic entries from these countries in the past, and should any participant from these countries wish to attend Wikimania, we will do our utmost to assist. We have a letter of support from the Israeli Ministry of Foreign Affairs, and exceptions can always be made at border crossings if approved from on-high.

NB il grassetto è mio.

(forse) ne abbiamo parlato qui:

Domenica sera, arrivati a casa, io e il sig. N sentiamo un allarme che suona. Ci guardiamo un po’ in giro e identifichiamo come fonte le Scuderie della villa Borromeo d’Adda, di proprietà del Comune e attualmente usate come spazio espositivo.
Da bravo cittadino il sig. N telefona al 112 e parla coi carabinieri (di Monza, stranamente e non di Arcore), segnala il fatto, quelli prendono nota, chiedono qualche dettaglio e tutto finisce lì.
4 ore dopo, quando ce ne andiamo a letto, nulla è successo; benché il suono non sia fortissimo, nel silenzio della notte, con le finestre aperte, si sente chiaramente.

Lunedì mattina, quando esco per andare in ufficio, l’allarme suona ancora.

Lunedì sera, quando rientriamo, l’allarme suona ancora. Il sig. N, da bravo cittadino un po’ meno volenteroso del primo giro e un po’ più scocciato, fa un giro attorno alle scuderie e scopre che non si tratta dell’allarme antifurto ma di un allarme antincendio al primo piano. Chiama quindi il 115 e parla coi vigili del fuoco, rispiegando la situazione da capo e fornendo i suoi recapiti.
I vigili del fuoco di Monza, cortesissimi, cercano di trovare il responsabile o comunque un dipendente del Comune per allertarli. Dopo meno di un’ora ci richiamano per dirci che non sono riusciti a trovare nessuno.

Martedì mattina, quando esco per andare in ufficio, l’allarme suona ancora.

Martedì mattina il sig. N, dall’ufficio, chiama in Comune per segnalare la cosa. In Comune dicono di sapere tutto (non è chiaro da quanto) e che un tecnico uscirà in giornata per riparare il guasto.

Sono passate quasi 48 ore e non sono certa che stasera, tornando a casa, il problema sarà risolto.
Il Comune di Arcore, come sempre, si fa riconoscere per la sua solerzia.

(forse) ne abbiamo parlato qui:

La fine di luglio porta con sé inevitabilmente il pagamento della tassa smaltimento rifiuti, la cara (in tutti i sensi) TARSU.
Oltre alle considerazioni dello scorso anno, questa volta posso aggiungere che:

  • l’importo non è variato
  • l’arrotondamento (-12 centesimi) questa volta è a mio favore
  • dalla porta di casa mia all’ufficio servizio finanziario ci sono circa 300m, io non mi spiego come un documento emesso il 23 giugno mi sia arrivato ieri, cioè il 21 luglio!

A parte questo siamo finalmente riusciti a pagare il bollettino online, olè!
Io non so se sia merito delle mie mail all’URP e dintorni o se, come suggerisce il sig. N, le Poste abbiano deciso di abilitare di default tutti i comuni alla ricezione di pagamenti online, oppure se oggi c’è una strana congiuntura astrale favorevole, però ecco son contenta che qualcosina ogni tanto cambi.

(..che poi se fossi nel sindaco proverei a sventolare questo grande risultato contro la solita – fondata – accusa di immobilità, invece di continuare a raccontare che rifanno i bagni delle scuole medie..)

(forse) ne abbiamo parlato qui:

Amici prima by Luciano

21 lug
2010

Mia nipote ha superato da poco gli esami di terza media e il prossimo settembre comincerà l’avventura del Liceo.

L’altroieri è andata a controllare in che classe è capitata, requisito indispensabile per comprare i libri di testo per l’anno nuovo. Beh, credo sia bastata una foto scattata dal cellulare per annotarsi i nomi di tutte le sue nuove compagne di classe. Timidamente poi le ha cercate su Facebook per curiosità, ma mi ha detto che non le ha aggiunte tra gli amici. Ci hanno pensato loro ad aggiungere lei.

Sono passati due giorni, probabilmente ne bastava anche solo uno.

Mesi e mesi prima dell’inizio della scuola mia nipote sta già condividendo piccoli pezzi di vita digitale con persone che non ha (ancora) incontrato, ha già costruito una rete di conoscenze, probabilmente sta già scambiando i ricordi di un’estate che ancora deve venire con amiche che vivranno insieme a lei un’avventura lunga 5 anni.

Io tutto questo lo trovo fantastico.

(forse) ne abbiamo parlato qui:

..dedica più spazio sulla prima pagina alla laurea di Barbara Berlusconi (in filosofia) che alla legge sulle intercettazioni.
A pag. 13 fioccano foto e intervista e aspirazioni della dottoressa.

E’ vero che siamo a fine luglio, ma in Italia e nel mondo non è proprio successo null’altro?!?

(forse) ne abbiamo parlato qui:

Sono un programmatore, e come gran parte dei programmatori ho due problemi: pigrizia e sovrappeso.

Ho dato una svolta a quest’andazzo: da circa un anno ho incominciato a correre un’oretta al giorno.
Niente di che, roba da essere doppiato da un chihuahua con la labirintite e la cataratta.

I nerd, si sa, si appassionano facilmente a piccoli microcosmi zeppi di dettagli: mi sono preso un orologio GPS con la promessa di imparare qualcosa sulle API di Google Maps. Ho creato quindi un semplice software che prende i dati della mia corsa, li elabora e li pubblica, sparandoli via feed a tutti i social network a cui sono iscritto.

Fin qui tutto bene.
Faccio la mia corsetta e zac, dopo pochi minuti tutti i miei amici sanno che ho fatto il mio dovere e che non ho poltrito davanti al PC.  Una sorta di patto digitale per garantirsi la costanza e promettere impegno.

Tra i social network a cui sono iscritto ovviamente c’è il giardino recintato di Facebook, dove sono presenti tutti i miei amici, i colleghi, gli amici degli amici o semplici conoscenti del mio paese o del quartiere – il luogo virtuale meno tecnico e più vicino alla vita quotidiana.

Bene, da quando il mio orologio comunica via Facebook ogni mio percorso, beh, la gente che incontro mi chiede di fisso “Come va la corsa?”. “Ah, vedo che corri, bravo”. “Ma davvero corri così tanto?”.

E stop.

Insomma, per loro sembra che io non faccia altro nella vita.

E’ come se per loro non lavorassi, o non avessi una prole da crescere, se non guardassi mai un film o un programma interessante. Io per loro corro, corro e corro, manco fossi Baldini o Gebrselassie.

Un’ora di corsa su 24 non è molto.
Guardare un film o leggere un libro impegna molto di più, ma non credo che un feed di Anobii procuri così tante curiosità.

Ora, io non so: non vado a pensare che la tal impiegata dello studio paghe sia una contadina provetta perché si ammazza di fatica virtuale su Farmville da mane a sera. E quando incontro un amico che passa ore e ore a scavare su Treasure Isle non lo apostrofo “Ehi, Indy!”.

Le faccende virtuali rimangono giustamente virtuali (sarei curioso di sentire un discorso tra Habbos  sul pullman), ma le cose reali (come ad esempio una corsa)  su un lifestream finiscono per deformare la realtà.

E non so come uscirne. Chiederò loro come vanno le coltivazioni di patate e cipolle, non vedo alternative.

(forse) ne abbiamo parlato qui:

Se non sapete di cosa sto parlando, forse è il caso di fare una scappata in libreria e comprare una copia della “Guida galattica per autostoppisti” (o iniziare a sbirciare su Wikipedia).

Oggi per il decimo anno consecutivo (la prima volta è stato nel 2001, quando è morto Douglas Adams) si festeggia il Towel Day e ognuno è invitato a portarsi dietro il suo asciugamano (non si sa mai!).

Il perché dell’asciugamano lo lascio spiegare direttamente all’autore:

A towel, it says, is about the most massively useful thing an interstellar hitchhiker can have. Partly it has great practical value. You can wrap it around you for warmth as you bound across the cold moons of Jaglan Beta; you can lie on it on the brilliant marble-sanded beaches of Santraginus V, inhaling the heady sea vapors; you can sleep under it beneath the stars which shine so redly on the desert world of Kakrafoon; use it to sail a miniraft down the slow heavy River Moth; wet it for use in hand-to-hand-combat; wrap it round your head to ward off noxious fumes or avoid the gaze of the Ravenous Bugblatter Beast of Traal (such a mind-bogglingly stupid animal, it assumes that if you can’t see it, it can’t see you); you can wave your towel in emergencies as a distress signal, and of course dry yourself off with it if it still seems to be clean enough.

More importantly, a towel has immense psychological value. For some reason, if a strag (strag: non-hitch hiker) discovers that a hitch hiker has his towel with him, he will automatically assume that he is also in possession of a toothbrush, face flannel, soap, tin of biscuits, flask, compass, map, ball of string, gnat spray, wet weather gear, space suit etc., etc. Furthermore, the strag will then happily lend the hitch hiker any of these or a dozen other items that the hitch hiker might accidentally have “lost”. What the strag will think is that any man who can hitch the length and breadth of the galaxy, rough it, slum it, struggle against terrible odds, win through, and still knows where his towel is is clearly a man to be reckoned with.

Non possono mancare:

..don’t panic!

(forse) ne abbiamo parlato qui:

No, no e ancora no.
O meglio: se me lo chiedi o mi scrivi la risposta sarà “Certamente, dimmi pure” e dopo una risposta o due il tuo caso finirà nella pila delle mail inevase a cui non riesco a stare dietro (forse il giorno che avrò una segretaria, ma fino ad allora..).
Non solo: se anche ti aiuto, probabilmente non farò altro che andare a vedere cos’è successo e linkarti una serie di pagine di policy di Wikipedia che spiegano perché sei finito proprio in quella situazione, e non ci sarà nulla (o quasi) di nuovo rispetto a quello che ti hanno già scritto nella tua pagina di discussione .

“E quindi non posso parlare con nessuno?”
Non è esattamente così! Ci sono diverse vie:

  1. chiedi aiuto sul sito, lasciando un messaggio allo Sportello informazioni
  2. per avere un confronto diretto con altri wikipediani puoi scrivere in mailing list o connetterti in chat
  3. per alcuni casi specifici è possibile discutere via mail con alcuni volontari

..se nessuna di queste ti soddisfa, prova a leggere attentamente qui, dove sono elencati tutti i contatti disponibili.

“Vabbè, ma io voglio parlarne con te!”
Io confido molto nel buon senso altrui.. se nonostante tutto quello che ho scritto sei disposto a rischiare di non avere risposta o di averne solo mezza, chi sono io per impedirti di provarci?

(forse) ne abbiamo parlato qui:

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