Wikimedia Italia (e Wikipedia!) hanno vinto

Ieri sera camminavo per via Rogoredo con gli auricolari nelle orecchie, Por una cabeza a tutto volume, un vento di tempesta addosso e pensavo: “E’ finita. Non mi sembra vero. E’ finita!”.

L’11 luglio del 2009 ero a Firenze per un barcamp, a raccontare di Wikipedia&Wikimedia e dello strano rapporto che avevamo con la città. La sera ero andata a bere un aperitivo con l’allora fidanzato in un bel locale sull’Arno e uscita avevo chiamato i miei per salutarli e sapere se andava tutto bene. Mia madre, cercando di non preoccuparmi troppo, mi aveva detto che avevano consegnato un atto giudiziario per me e alla richiesta di dettagli mi aveva parlato vagamente di una richiesta di risarcimento per 10 milioni di euro.

10 MILIONI DI EURO!

Un colpo al cuore.

Poi, letto l’atto, avevo chiesto al mondo se aveva 20 milioni di euro da prestarmi (mammà era stata buona e aveva tralasciato la seconda richiesta di altrettanti 10 milioni di euro).

Ora vi ringrazio ma non mi servono più (spero!).

Ieri l’avvocato mi ha informata che il giudice ha rigettato la richiesta di risarcimento degli Angelucci e li ha condannati a pagare le spese processuali.

Io ricomincio a respirare: smetterò di svegliarmi nel cuore della notte con quell’idea fissa o a essere preoccupata all’idea di acquistare casa. Nessuno mi ridarà i miei 5 anni di patemi d’animo (e frizzi e lazzi per esorcizzare un po’), ma va bene così.

Wikimedia Italia è salva e ha stabilito il punto: l’estraneità alla gestione di Wikipedia.

Non solo, anche Wikipedia ha stabilito il punto: due settimane fa il giudice si era già pronunciato nella causa che vedeva contrapposti gli Angelucci e Wikimedia Foundation, mostrando di aver colto appieno il funzionamento di Wikipedia e “approvandone” la logica.

“[Wikipedia] offre un servizio basato sulla libertà degli utenti di redigere le varie pagine dell’enciclopedia; è questa libertà che esclude qualsiasi [obbligo di garantire l’assenza di contenuti offensivi dei suoi siti] e che trova il suo equilibrio nella possibilità che chiunque possa modificarne i contenuti e chiederne la rimozione”.

..e così anche il tentativo più eclatante di tappare la bocca a Wikipedia sembra rientrato, con buona pace di chi continua a pensare di poter imbavagliare la libertà di informazione.

Due note finali e poi mi taccio:
– i nostri avvocati sono stati super bravi, sia nel merito che nel coordinamento con gli avvocati di Wikimedia Foundation. Quindi grazie allo Studio Legale Scornajenghi!
– far parlare di questa vicenda offline è stata durissima, anzi praticamente impossibile. Questa è una di quelle cose che non scorderò mai: i giornali “di carta” se ne sono tenuti ben lontani

Siete ancora qui? Sciò, correte a correggere qualche voce di Wikipedia 😉

ps: qui il comunicato stampa di Wikimedia Italia

17 Risposte

  1. M/ scrive:

    Grazie!!! L’ho detto fin dal primo giorno che ho editato su it.wiki: se non ci fossi tu…

  2. Jalo scrive:

    A tutti noi era parsa fin da subito una causa legale stupida, che avresti *ovviamente* vinto. In realtà niente è mai scontato quando si entra nel burocratichese, per cui questa è davvero una grande vittoria!

  3. L736E scrive:

    Gran bella notizia!!! Ora che è finita bene, speriamo che serva per evitare ad altri, in futuro, gli stessi tuoi patemi.

  4. Nick1915 scrive:

    Quoto M/ e… finalmente Sev!!! 🙂

  5. Retaggio scrive:

    Sono felicissimo. Congratulazioni e complimenti! 😀

  6. giovanni scrive:

    ci vuole una bella notizia ogni tanto:
    grazie Wikimedia e grazie Frieda
    =)

  7. franci scrive:

    evvai!!!!! Bravi

  8. Carlo scrive:

    Sono felice per te e altrettanto per me. La mia vita, il mio lavoro non sarebbero gli stessi senza wikipedia. Sarebbero peggiori. Ti abbraccio, Carlo

  9. Veneziano scrive:

    Che dirti, se non un…. BENE COSì !!! 🙂
    A parte tutto, sono DAVVERO contento che tu ti sia potuta levare finalmente questo ingiusto e spiacevolissimo peso…. questa è una vittoria per te e per la tua serenità, ed anche per i forti principi che con Wikimedia hai sempre portato avanti. Ottima notizia ! 🙂

  10. Adigama scrive:

    Ottima notizia Frieda, ne sono felice innanzitutto per te e poi anche per Wikipedia. Immagino cosa tu abbia passato i questi lunghi 5 anni, e penso che nessuna sentenza possa riderti la serenità che avevi perso. Mi associo alla tua stigmatizzazione dell’assoluto silenzio della stampa intorno a questo tentativo di cancellare la libertà d’informazione. Ciao Frieda.

  11. Silvio Gallio scrive:

    Grande evviva! Da stigmatizzare, altre al silenzio-stampa (credevo che fosse voluto da WM per evitare strumentalizzazioni e peggioramenti) anche e soprattutto la lentezza della “giustizia”. Sarebbe bastata una settimana per capire e chiudere. Felicitazioni per l’uscita dall’incubo.

  12. Francesco scrive:

    Ciao
    Le sensazioni che descrivi e il fatto di viverle per così lungo tempo deve averti stressato non poco.
    Trovo che tu sia un’eroe della comunicazione spero che potrai guardare al futuro in modo più sereno.
    Sono felice per te!

  13. Simone scrive:

    Anche io ci sono passato, col mio inutile blog di terza categoria che non legge un cane, un bel giorno scrissi la cronaca dettagliata dei lavori che una ditta “rinomata e stimata” aveva fatto sul tetto di casa mia, visto che dopo pochi anni, ancora in garanzia, il tetto era messo peggio di come era prima dei lavori e i lor signori si sono rifiutati di ripararlo in garanzia perché s’erano sbagliati la prima volta.
    Beh, visto che non si voleva partire con una causa, mancando i fondi, allora ho pensato di fare cattiva pubblicità sul mio blog, ma attenendomi al mio codice etico, nessuna menzogna, i fatti, puri e crudi, con un linguaggio pulito ed esente da insulti, eppure mi sono beccato la denuncia penale per diffamazione.
    Ovviamente non è neanche partito il processo perché era una richiesta talmente ridicola che il giudice (2/3 anni dopo l’arrivo della denuncia) l’ha respinta, però in quei 3 anni non sono stato proprio tranquillo, il loro scopo non è avere il risarcimento, che già sanno che al 99% non lo avranno, è metterti paura, terrorizzarti, in modo che non ti passi mai più per mente di osare alzare la testa e intraprendere una giusta crociata contro i poteri forti o più semplicemente contro persone danarose, visto che tu sei un pezzente come osi mettere i bastoni fra le ruote a me che ho un nome e il potere?
    Comunque in sostanza anche se in piccolo e misura ridotta so come ti sei sentita e come ti senti ora, auguri!

  14. Remo scrive:

    Perché, purtroppo, il nostro ordinamento non prevede il risarcimento automatico dalla parte soccombente non solo delle spese legali, ma anche del danno estenziale dell’essere tirati in ballo gratuitamente e immotivatamente in beghe legali, altrimenti vedreste quanto poche sarebbero le liti temerarie che invece intasano i nostri tribunali.
    Il risarcimento dovrebbe essere anche a danno dell’avvocato, così da disciplinarli e dissuaderli dall’intasare la macchina giudiziare con cause assurde

    • Simone scrive:

      Si, infatti nel mio caso visto che il processo non è neanche partito non posso contro denunciare la società che mi ha denunciato per diffamazione, in questo modo non solo poi del tetto danneggiato non se n’è fatto più nulla ma le spese dell’avvocato che mi ha assistito me le sono dovute pagare io.
      Io penso che dovrei avere il diritto di contro denunciare a prescindere, così gli faccio passare il vizio, troppo comodo il sistema così, sempre a favore di chi ha i bei soldi. Pure io, mi sta sul cavolo qualcuno, lo denuncio per diffamazione sapendo che tanto non parte neanche il processo e poi ne esco pulito e soddisfatto…

  15. JB scrive:

    Tiriamo tutti un sospiro di sollievo notando che il buon senso talvolta alberga ancora in questo mondo.
    L’unica cosa che non capisco è perché il fatto che le informazioni contestate fossero tutte vere e documentate non abbia influito sull’esito della vicenda. Una cosa è dire che Wikimedia non è responsabile di quello che scrive la gente. Un’altro sarebbe dire che scrivere la verità documentata NON è e non può essere diffamazione.

  16. Sandro kensan scrive:

    La mia solidarietà a Frieda. Noi wikipediani siamo d’intralcio alla macchina del potere e hanno voluto colpire Wikimedia Italia per farci capire di stare buoni e che comandano loro.

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