Per favore, non toccate le fanciulle

La notizia è passata prima che il sito aprisse sulla lista web-women-italy, oggi ne parla Guido Vetere e rilancia su un’altra lista: Web al femminile è online.
Guido nota lo spottone pubblicitario di Microsoft, io ci aggiungo anche di Donna Moderna, di Dove e di That’s amore.
Ma quel che mi sconvolge è la palese inutilità del sito stesso.
A che pro è stato creato quel coso?
e poi: perché un sito per donne online deve per forza ricalcare gli stereotipi delle riviste che si trovano (ma nemmeno più!) dal parrucchiere?
Perché ricalcando vecchi clichet il primo focus che mi propongono è “salute e benessere” e il secondo “bellezza”?
“imprenditoria femminile” sta al penultimo posto, proprio dopo i link (che generalmente chiudono un argomento..).
Se questa è l’idea dei fabbisogni delle donne online, come direbbe mia nonna, che Dio ce ne scampi e liberi!

nb: ne parla anche Vittorio Bertola

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2 Risposte

  1. valepert scrive:

    > A che pro è stato creato quel coso?

    buttare soldi? qualcuno si ricorda “Italia.it”?

  2. CV scrive:

    Come mai tra gli sponsor non c’è Act*ivia?
    E come mai viene trascurato il dramma drammatico dei capelli che si increspano con l’umidità?

    Non ci siamo eh. Proprio no.
    😛

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