{"id":96,"date":"2008-08-05T13:32:51","date_gmt":"2008-08-05T12:32:51","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.fcvg.it\/?p=96"},"modified":"2020-02-17T15:36:09","modified_gmt":"2020-02-17T14:36:09","slug":"i-soldi-dei-dottorandi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.fcvg.it\/archivio\/?p=96","title":{"rendered":"i soldi dei dottorandi"},"content":{"rendered":"<p>Antefatto: a fine 2007 \u00c3\u00a8 passato un emendamento che decretava un aumento dello stipendio dei dottorandi dagli 800 euro circa (la cifra esatta varia da ateneo ad ateneo ma io prendevo 814 euro al mese) ad una cifra vicina ai 1200 euro (<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/2007\/11\/sezioni\/economia\/conti-pubblici-59\/emendamento-universita\/emendamento-universita.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">vedi<\/a>).<\/p>\n<p>Tutto bene? Tutto fantastico? Dobbiamo tirare un sospiro di sollievo ed inneggiare a chi, finalmente, ha fatto qualcosa di giusto e condivisibile? Magari mi attirer\u00c3\u00b2 gli strali di molti ma a me non pare &#8216;sta gran genialata aver fatto questo emendamento.<\/p>\n<p>Premetto subito che non sono pi\u00c3\u00b9 un dottorando (anche se lo sono stato fino a pochi mesi fa) e che conosco per esperienza diretta solo le facolt\u00c3\u00a0 scientifiche dell&#8217;ateneo fiorentino. Immagino che molti dei miei ragionamenti non possano essere aplicati cos\u00c3\u00ac come sono ad altri atenei ed altre facolt\u00c3\u00a0. Tuttavia penso che si possano fare alcune considerazioni abbastanza generali.<\/p>\n<p>Intanto sgombriamo il campo da possibili equivoci: almeno per le facolt\u00c3\u00a0 scientifiche i posti di dottorato non mancano. Anzi, ce ne sono cos\u00c3\u00ac tanti che spesso non si trovano abbastanza iscritti ai concorsi per coprire tutti i posti. Il numero di <em>borse<\/em> (ovvero di posti dove ti danno uno stipendio) \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 limitato ma comunque non \u00c3\u00a8 difficilissimo reperire un qualche finanziamento o un posto con borsa in un dottorato di argomento affine al proprio. Insomma, io non ho mai visto nessuno che volesse fare un dottorato e che non ci sia riuscito. Anche gente non particolarmente brillante. Anche gente non troppo interessata a fare ricerca.<\/p>\n<p>In fisica poi il rapporto fra laureati\u00c2\u00a0 e dottorati all&#8217;anno \u00c3\u00a8 pazzesco. Qui a Firenze negli ultimi anni c&#8217;\u00c3\u00a8 stato un tale calo delle iscrizioni che oramai non si supera le 20 matricole all&#8217;anno. Di queste solo una decina arriva a laurearsi (quando mi sono iscritto io eravamo 90 matricole e ci siamo laurati in non pi\u00c3\u00b9 di 20) per trovarsi davanti a 8 posti con borsa per il dottorato in fisica, 3 posti con borsa del dottorato del <a href=\"http:\/\/www.lens.unifi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">LENS<\/a>, un paio di posti con borsa del dottorato in <em>scienze dei materiali<\/em> e un paio di posti con borsa del dottorato in <em>sistemi complessi<\/em>. A questi si aggiungono i dottorati dell&#8217;<a href=\"http:\/\/home.infn.it\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">INFN<\/a> (che per\u00c3\u00b2 sono a carattere nazionale) ed altri dottorati &#8220;minori&#8221; che magari non hanno sede proprio a Firenze ma in comuni limitrofi.<\/p>\n<p>Considerando che chi si iscrive al dottorato la qualifica di <em>dottore di ricerca<\/em> la ottiene in maniera praticamente automatica (anche se non ha pubblicazioni, anche se ha fatto una tesi di qualit\u00c3\u00a0 scadente) siamo all&#8217;assurdo che ci sono quasi pi\u00c3\u00b9 dottorati che laureati ogni anno.<\/p>\n<p>Fin qui nulla di troppo deleterio. Alla fin della fiera in ambito scientifico (come in matematica, fisica, chimica, biologia ecc) avere un dottorato non fa mai male. Chi esce dal dottorato avr\u00c3\u00a0 una conoscenza superiore a quella di un laureato, avr\u00c3\u00a0 imparato a gestire un ramo di ricerca in maniera semi-indipendente e, se tutto va bene, avr\u00c3\u00a0 iniziato a farsi un nome nell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Il vero problema \u00c3\u00a8 che il passo successivo, se si vuole continuare nell&#8217;ambito della ricerca, sarebbe quello di diventare ricercatore (passo che pu\u00c3\u00b2 essere mediato da qualche anno come <em>assegnista di ricerca<\/em>). E qui casca l&#8217;asino. Infatti di soldi per pagare gli assegni di ricerca non ce ne sono. Del mio anno ci sono state otto persone che sono entrate al dottorato in fisica, tutte si sono dottorate e solo in due siamo riusciti ad avere un assegno (ed uno dei due l&#8217;assegno se lo \u00c3\u00a8 trovato a Parigi, qualcuno si ricorda della famosa &#8220;fuga dei cervelli&#8221;?). Gli altri hanno dovuto, volenti o nolenti, abbandonare la ricerca universitaria.<\/p>\n<p>Ancora se la selezione dell&#8217;unico assegno di ricerca che \u00c3\u00a8 stato trovato (e che, per la cronaca, ho preso io) fosse stato fatto su fondamenti squisitamente meritocratici uno se ne potrebbe fare una ragione. Il vero problema \u00c3\u00a8 che io l&#8217;assegno l&#8217;ho avuto perch\u00c3\u00a9 il mio relatore di dottorato \u00c3\u00a8 riuscito a trovare i soldi, non perch\u00c3\u00a9 fossi il pi\u00c3\u00b9 bravo. Altre persone (che non faccio fatica a riconoscere pi\u00c3\u00b9 brillanti di me) hanno ricevuto una solenne stretta di mano e basta.<\/p>\n<p>Entrare come ricercatore poi \u00c3\u00a8 cos\u00c3\u00ac improbabile da essere quasi esilarante. I posti di ricercatore sono banditi a livello nazionale dal ministero che decide sia l&#8217;argomento che l&#8217;ateneo a cui i posti sono associati. Il problema \u00c3\u00a8 che in Italia i posti <strong>non<\/strong> vengono banditi perch\u00c3\u00a9 non ci sono i soldi e anche quando i bandi vengono fatti ed i posti assegnati il tutto resta lettera morta perch\u00c3\u00a9 le facolt\u00c3\u00a0 non riescono a reperire i fondi per pagare gli stipendi.<\/p>\n<p>Alla fine l&#8217;effetto dell&#8217;aumento di stipendio ai dottorandi (aumento che non si sa bene quando avverr\u00c3\u00a0 dato che i soldi non ci sono) \u00c3\u00a8 quello di incentivare i laureati ad intraprendere la carriera accademica (dandogli uno stipendio pari a quello dei ricercatori) senza per\u00c3\u00b2 fornirgli alcun tipo di prospettiva a medio e lungo termine. In pratica lo scopo sembra essere quello di aumentare il numero dei dottorandi (che nelle statistiche figura sempre bene) e poi di farli emigrare appena prendono la qualifica di dottori di ricerca.<\/p>\n<p>Come effetto collaterale pare che (a titolo di esempio) l&#8217;universit\u00c3\u00a0 di Firenze non bandir\u00c3\u00a0 alcun posto di dottorato nel 2009 perch\u00c3\u00a9 non ha i soldi per pagarli.<\/p>\n<p>Ma aumentare gli stipendi dei dottorandi (con i fondi, gi\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9 che traballanti, degli atenei) fa pi\u00c3\u00b9 scena che organizzare una seria riforma del finanziamento alla ricerca e dell&#8217;universit\u00c3\u00a0 che introduca un filo di meritocrazia (dove per &#8220;merito&#8221; si intende saper fare le cose, non stare simpatici a qualcuno in alto).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antefatto: a fine 2007 \u00c3\u00a8 passato un emendamento che decretava un aumento dello stipendio dei dottorandi dagli 800 euro circa (la cifra esatta varia da ateneo ad ateneo ma io prendevo 814 euro al mese) ad una cifra vicina ai 1200 euro (vedi). 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