{"id":77,"date":"2008-05-13T13:24:52","date_gmt":"2008-05-13T12:24:52","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.fcvg.it\/?p=77"},"modified":"2020-02-17T15:36:08","modified_gmt":"2020-02-17T14:36:08","slug":"cattivo-giornalismo-scientifico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.fcvg.it\/archivio\/?p=77","title":{"rendered":"Cattivo giornalismo (scientifico)"},"content":{"rendered":"<p>Premessa: io adoro <a href=\"http:\/\/www.report.rai.it\">Report<\/a>. Probabilmente \u00c3\u00a8 il miglior programma televisivo attualmente in onda.<br \/>\n<small>(Fine della premessa)<\/small><\/p>\n<p>Qual \u00c3\u00a8 la primissima regola quando si fa giornalismo scientifico? Cercare di spiegare ai lettori\/ascoltatori in maniera comprensibile quale sia l&#8217;argomento in modo che chi ci legge\/ascolta alla fine ne sappia un pochino di pi\u00c3\u00b9 di quello che ne sapeva all&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Qual \u00c3\u00a8 la primissima regola quando si fa giornalismo d&#8217;inchiesta? Portare i fatti in modo chiaro, semplice ed oggettivo in modo che chi ci legge\/ascolta possa farsi un&#8217;idea chiara della questione.<\/p>\n<p>Ora, domenica 11 maggio 2008 \u00c3\u00a8 andato in onda su Report un breve documentario dal titolo &#8220;Wi-Fi: Segnale d&#8217;allarme&#8221; (realizzato da Paul Kenyon per la BBC) sui rischi legati all&#8217;esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche.<\/p>\n<p>Fin qui nulla di male. L&#8217;argomento \u00c3\u00a8 molto interessante e decisamente di attualit\u00c3\u00a0. Tuttavia il documentario non spiegava minimamente agli spettatori i termini del problema e non riportava i <em>fatti<\/em> ma solo una lunga serie di gridi d&#8217;allarme (che faranno anche audience ma non venivano minimamente giustificati).<\/p>\n<p>Giacch\u00c3\u00a9 il signor Paul Kanyon non ha fatto il suo lavoro di giornalista toccher\u00c3\u00a0 a me (che giornalista non sono)\u00c2\u00a0 cercare di farlo per lui.<\/p>\n<p>Per iniziare cerchiamo di visualizzare un concetto fondamentale: quello di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Risonanza_(fisica)\">risonanza<\/a>. Quando spingete l&#8217;altalena non potete dare colpi a casaccio, vanno dati con la cadenza giusta, assecondando il movimento naturale. Se fatto bene (e qualunque bambino sa per istinto qual \u00c3\u00a8 il momento migliore per darsi la spinta) anche delle spintarelle leggere leggere aumenteranno piano piano l&#8217;ampiezza delle oscillazioni dell&#8217;altalena. Ecco, la frequenza con cui dovete dare le spinte \u00c3\u00a8 la <em>frequenza di risonanza<\/em> dell&#8217;altalena. Se date le spinte con una frequenza diversa farete una fatica del diavolo e l&#8217;altalena si rifiuter\u00c3\u00a0 cocciutamente di prendere l&#8217;abbrivio (provare per credere). Facile no?<\/p>\n<p>E questo che c&#8217;entra con l&#8217;inquinamento elettromagnetico? C&#8217;entra eccome. Infatti questo \u00c3\u00a8 esattamente lo stesso meccanismo per cui i nostri tessuti assorbono le radiazioni elettromagnetiche e quindi lo stesso meccanismo che produce o meno danni all&#8217;organismo. Prendiamo un altro esempio quotidiano: il forno a microonde. All&#8217;interno del forno vengono sparate (il come ci porterebbe fuori strada, se qualcuno \u00c3\u00a8 curioso glielo spiego) delle onde elettromagnetiche, le famigerate microonde, che hanno la stessa frequenza della risonanza delle molecole d&#8217;acqua. Queste onde danno quindi &#8220;una spintina&#8221; agli atomi che compongono l&#8217;acqua che si mettono in vibrazione; siccome la frequenza di queste &#8220;spintine&#8221; \u00c3\u00a8 proprio quella di risonanza l&#8217;ampiezza delle oscillazioni aumenta (ricordate l&#8217;altalena?) e l&#8217;acqua si riscalda. L&#8217;acqua calda poi trasmette il proprio calore a quello che c&#8217;\u00c3\u00a8 intorno ed il cibo cuoce. Al contrario se si mette nel forno a microonde un materiale che non contiene acqua questo NON si riscalda minimamente. Banalmente la radiazione elettromagnetica \u00c3\u00a8 &#8220;fuori risonanza&#8221; per quel materiale e le oscillazione delle sue molecole non aumentano mai di ampiezza.<\/p>\n<p>Ecco, con i cellulari, il wi-fi ecc succede esattamente la stessa cosa. Questi dispositivi emettono radiazioni elettromagnetiche di intensit\u00c3\u00a0 molto bassa. Troppo bassa per produrre alcun tipo di danno. La fregatura \u00c3\u00a8 che anche un&#8217;intensit\u00c3\u00a0 molto bassa pu\u00c3\u00b2 aumentare molto l&#8217;ampiezza delle oscillazioni di una molecola (e quindi scaldarla o, al limite, romperla) se abbiamo la sfortuna di essere proprio sulla frequenza di risonanza. In linea di principio quindi basterebbe vedere a che frequenze emettono questi dispositivi e verificare che nessuna molecola del nostro corpo abbia proprio queste frequenze di risonanza. Purtroppo il numero di molecole presenti nel nostro organismo \u00c3\u00a8 spavetosamente alta e ciascuna di esse pu\u00c3\u00b2 tranquillamente avere centinaia o migliaia di risonanze; controllarle tutte risulta quindi impraticabile.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio seguito dagli studiosi \u00c3\u00a8 quindi quello di fare studi clinici su grosse quantit\u00c3\u00a0 di persone cercando di capire, con metodi di induzione statistica, se essere sottoposti all&#8217;inquinamento elettromagnetico aumenti o meno i rischi di contrarre malattie o sindromi. Questi studi sono anche ostacolati dal fatto che le zone ad alta densit\u00c3\u00a0 di smog elettromagnetico (ad esempio il centro di Milano) sono anche zone ad alta densit\u00c3\u00a0 di smog chimico e quindi non \u00c3\u00a8 facilissimo capire se la persona tal dei tali si \u00c3\u00a8 ammalata per l&#8217;uno, per l&#8217;altro o per una combinazione dei due.<\/p>\n<p>Questo spiega perch\u00c3\u00a9 ci sia un gran numero di studi che non ha trovato effetti negativi per l&#8217;esposizione a cellulari e wi-fi mentre altrettanti ne hanno trovati. Questo spiega anche perch\u00c3\u00a9 i limiti di legge si basano su stime termiche (ovvero su quanto i tessuti si scaldano quando sono sottoposti alle radiazioni elettromagnetiche) senza dover tirare in ballo teorie complottistiche di basso rango.<\/p>\n<p>Per concludere rispondo io ad alcune delle domande che Paul Kenyon poneva in maniera retorica:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00c2\u00a0Usare reti cablate al posto di quelle wireless tutte le volte che \u00c3\u00a8 possibile \u00c3\u00a8 vantaggioso perch\u00c3\u00a9 le prime hanno performance pi\u00c3\u00b9 elevate, costano meno, richiedono meno manutenzione e non vanno cambiate tutte le volte che esce uno standard nuovo.<\/li>\n<li>\u00c2\u00a0Io non lascerei un bambino tutto il giorno davanti ad un computer collegato tramite wireless. Francamente non lascerei un bambino tutto il giorno davanti al computer anche se non avesse nessun tipo di connessione, nemmeno cablata. Perch\u00c3\u00a9 mai un bambino dovrebbe stare tutto il giorno davanti al computer?<\/li>\n<li>\u00c2\u00a0Il principio di precauzione \u00c3\u00a8 sacrosanto ma va usato con un minimo di buonsenso e senza fare allarmismi inutili (anche se, indubbiamente, questi fanno alzare l&#8217;audience e permettono di trovare facilmente dei sostenitori).<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa: io adoro Report. Probabilmente \u00c3\u00a8 il miglior programma televisivo attualmente in onda. (Fine della premessa) Qual \u00c3\u00a8 la primissima regola quando si fa giornalismo scientifico? 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