{"id":549,"date":"2010-03-26T15:42:36","date_gmt":"2010-03-26T14:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.fcvg.it\/?p=549"},"modified":"2020-04-15T12:04:53","modified_gmt":"2020-04-15T11:04:53","slug":"scegliersi-un-relatore-piccolo-decalogo-di-consigli-assortiti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.fcvg.it\/archivio\/?p=549","title":{"rendered":"Scegliersi un relatore: piccolo decalogo di consigli assortiti"},"content":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa Peppe aveva scritto un <a href=\"https:\/\/accounts.google.com\/ServiceLogin?service=blogger&amp;hl=it&amp;passive=true&amp;continue=https:\/\/www.blogger.com\/blogin.g?blogspotURL%3Dhttp:\/\/peppe-liberti.blogspot.com\/2010\/03\/le-leggi-di-herman.html%26zx%3D18u780j36jo9d\">post dove riportava le leggi di Herman<\/a>: una serie di 20 consigli (scritti da un professore) su come uno studente si dovrebbe comportare nei confronti del proprio relatore di tesi e della ricerca che sta facendo. Queste 20 regolette sono tutte piuttosto valide ma gli manca qualcosa: ovvero non dicono minimamente ad uno studente come scegliere un buon relatore per la tesi (o per i dottorato).<\/p>\n<p>Chiarendo subito che la mia esperienza \u00c3\u00a8 limitata all&#8217;ambito scientifico (le cose nei settori socio-umanistici sono probabilmente MOLTO diverse) provo a buttare gi\u00c3\u00b9 anch&#8217;io qualche piccolo consiglio:<\/p>\n<ul>\n<li>Quasi mai un professore fa ricerca sulle stesse cose che insegna. L&#8217;argomento generale magari \u00c3\u00a8 quello ma la ricerca accademica \u00c3\u00a8 quasi sempre alcune decine di anni avanti a quello che si pu\u00c3\u00b2 ragionevolmente insegnare in un corso. Cercate quindi un professore che si occupi di un argomento che vi interessi. Non uno che lo insegni.<\/li>\n<li>Pi\u00c3\u00b9 che il relatore vero e proprio quello che conta \u00c3\u00a8 il supervisore. C&#8217;\u00c3\u00a8 un sacco di persone (ricercatori, tecnici laureati, personale CNR) che magari non possono essere ufficialmente il vostro relatore ma che possono seguirvi durante la tesi e magari sono responsabili di gruppi di ricerca pi\u00c3\u00b9 che buoni. L&#8217;unica cosa \u00c3\u00a8 che, al momento della presentazione della tesi, avrete bisogno anche di un correlatore. Nulla di male, di correlatori se ne trovano a bizeffe.<\/li>\n<li>Alcuni professori sono anziani e famosi. Dei veri e propri nomi nel settore. Fare la tesi con uno di questi pu\u00c3\u00b2 essere una gran bella cosa per il vostro cv ma fate molta attenzione. Gran parte di questi &#8220;grandi nomi&#8221; in realt\u00c3\u00a0 non si occupa di ricerca da anni. In questi casi valutate non solo il grande nome ma anche la persona che vi seguir\u00c3\u00a0 veramente.<\/li>\n<li>Tenete sempre bene a mente che un professore <strong>NON<\/strong> vi sta facendo un favore ad accettarvi come tesisti. Siete voi che fate un favore a lui. Un bravo tesista \u00c3\u00a8 forza lavoro gratuita. Certamente un professore pu\u00c3\u00b2 decidere di non prendervi perch\u00c3\u00a9 non ha tempo da dedicarvi o perch\u00c3\u00a9 non vi ritiene abbastanza bravi. Ma, se vi prende a lavorare con lui \u00c3\u00a8 perch\u00c3\u00a9 pensa che ne avr\u00c3\u00a0 un vantaggio, non perch\u00c3\u00a9 sia gentile o altro.<\/li>\n<li>Un professore che accetta o meno i tesisti in base alla loro media di libretto \u00c3\u00a8 un cattivo relatore. Questa \u00c3\u00a8 una regola universale. Il vostro relatore ha il pieno diritto di sapere che media avete e magari anche i singoli voti in certi esami che reputa importanti. Ma un bravo relatore decide se vale la pena o meno di avervi con lui dopo aver parlato con voi. Magari dopo avervi fatto qualche domanda per saggiare la vostra preparazione e\/o la vostra capacit\u00c3\u00a0 di ragionare sulle cose. Ma se guarda solo (o principalmente) alla vostra media scartatelo subito senza guardarvi indietro.<\/li>\n<li>Tranne in rarissimi casi non siete voi che dovete proporre al professore l&#8217;argomento di tesi. In quanto studenti non avete ancora abbastanza familiarit\u00c3\u00a0 con quel settore specifico di ricerca per sapere veramente dove andrete a parare. Potete (e di solito viene apprezzato se lo fate) leggervi qualcosa prima e dire che un certo argomento vi interessa ed un altro no. Per\u00c3\u00b2 deve essere il professore a proporvi uno o pi\u00c3\u00b9 argomenti (anche perch\u00c3\u00a9 \u00c3\u00a8 lui che ha deciso su quali indirizzi di ricerca investire soldi e energie).<\/li>\n<li>Se non sapete di preciso a chi andare a chiedere ma avete una vaga idea di quale \u00c3\u00a8 l&#8217;argomento che vi piacerebbe un&#8217;ottima tecnica \u00c3\u00a8 quella di andare dal prof. che insegna la materia pi\u00c3\u00b9 vicina a quell&#8217;argomento e chiedergli consiglio su quali professori\/ricercatori si occupano di quelle cose. Non abbiate paura che vi mangino; quasi sempre i professori sono ben disposti verso gli studenti che mostrano buona volont\u00c3\u00a0.<\/li>\n<li>Se avete l&#8217;ambizione di proseguire con una carriera accademica mettete in conto che, dopo il dottorato, il numero di professori con le disponibilit\u00c3\u00a0 finanziarie per mantenervi a lavorare da loro \u00c3\u00a8 molto limitato. Riuscire a restare per sempre nell&#8217;universit\u00c3\u00a0 dove avete studiato \u00c3\u00a8 possibile ma piuttosto improbabile (a meno che non vogliate fare una vita da portaborse). Mettete quindi in conto di cercarvi un relatore pieno di soldi o di cambiare universit\u00c3\u00a0 dopo la laurea\/dottorato.<\/li>\n<li>In vita mia nessuno mi ha mai chiesto con che voto io mi sia laureato (se non in qualche modulo che nessuno ha mai veramente letto). Pi\u00c3\u00b9 che il voto con il quale uscirete quello che conta sul serio per il resto della vostra vita (sia che continuiate la carriera accademica sia che usciate dall&#8217;universit\u00c3\u00a0) \u00c3\u00a8 quanto avete imparato. Cercate un gruppo dove si possa imparare tanto, non uno dove pensate di poter ottenere grandi risultati scientifici. La laurea fa ancora parte del vostro percorso universitario. Alle grandi pubblicazioni pensateci dopo (magari durante il dottorato se volete farlo).<\/li>\n<li>Metterci anni a finire la propria tesi <strong>NON<\/strong> \u00c3\u00a8 la norma. I tempi variano molto da persona a persona e anche in base a quanti esami dovete ancora dare quando iniziate. Se per\u00c3\u00b2 ci lavorate sul serio ed a tempo pieno in qualche mese (direi 6-8 ma questo cambia da facolt\u00c3\u00a0 a facolt\u00c3\u00a0) dovreste aver fatto abbastanza lavoro da potervi laureare. Ricordatevi che, mentre sarebbe il caso di uscire dal dottorato con almeno uno o due risultati pubblicabili, questo non \u00c3\u00a8 necessario per la laurea. Ovviamente al vostro relatore farebbe comodo che voi continuaste a lavorarci sopra ma il vostro tempo \u00c3\u00a8 troppo prezioso per sprecarlo. Quando avete una mole sufficiente di lavoro fatto scrivete la tesi, laureatevi e se poi il vostro relatore vuole che continuiate che vi faccia un contratto e vi paghi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ovviamente si potrebbe continuare all&#8217;infinito ma, per adesso, penso che questo piccolo decalogo basti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa Peppe aveva scritto un post dove riportava le leggi di Herman: una serie di 20 consigli (scritti da un professore) su come uno studente si dovrebbe comportare nei confronti del proprio relatore di tesi e della ricerca che sta facendo. 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