{"id":319,"date":"2009-08-14T16:02:24","date_gmt":"2009-08-14T15:02:24","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.fcvg.it\/?p=319"},"modified":"2009-08-14T16:02:24","modified_gmt":"2009-08-14T15:02:24","slug":"salvaschermi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.fcvg.it\/archivio\/?p=319","title":{"rendered":"Salvaschermi"},"content":{"rendered":"<p>Un tempo (neanche troppo tempo fa) monitor e televisori erano a tubo catodico. C&#8217;era un catodo che sparava elettroni, un campo magnetico che li deviava ed uno schermo di fosfori che si illuminava quando uno degli elettroni lo colpiva. Calibrando con cura il campo magnetico era possibile far andare a sbattere gli elettroni nel posto che pi\u00c3\u00b9 ci piaceva illuminando questo quell&#8217;altro punto e, siccome il processo era molto veloce, si potevano disegnare intere figure e farle muovere. Insomma, erano televisori.<\/p>\n<p>Un problema che si presentava con i monitor \u00c3\u00a8 che capitava di lasciarli l\u00c3\u00ac abbandonati per ore, accesi ma inoperativi, con sempre la stessa schermata. I fosfori non \u00c3\u00a8 che gradissero troppo e, se uno esagerava, rischiava che l&#8217;immagine si &#8220;stampasse&#8221; sullo schermo. Per ovviare a questo problema vennero inventati i <em>salvaschermo<\/em>: piccoli programmini che, dopo che il computer era stato lasciato inattivo per un po&#8217; di tempo, iniziavano a far muovere immagini pi\u00c3\u00b9 o meno casuali sullo schermo. In questo modo si evitava che venissero usati sempre i soliti fosfori e nessuna immagine rimaneva permanentemente impressa sullo schermo.<\/p>\n<p>Oggi invece ci sono i monitor LCD. Certo, i tubi catodici non sono scomparsi ma sono ormai dei residuati bellici; non li produce pi\u00c3\u00b9 nessuno e quindi sono destinati a sparire (per la cronaca, il mio televisore \u00c3\u00a8 ancora a tubo catodico e non ho intenzione di cambiarlo a breve termine). I monitor a cristalli liquidi funzionano in un modo del tutto diverso: dietro c&#8217;\u00c3\u00a8 una lampada che illumina di bianco tutto lo schermo e davanti una griglia di cellettine (piene, giustappunto, di cristallo liquido) che possono bloccare o meno la luce della lampada. Questo porta con se due conseguenze importanti: primo per avere uno schermo acceso ma nero si consuma pi\u00c3\u00b9 elettricit\u00c3\u00a0 che ad avere uno schermo acceso ma bianco (che \u00c3\u00a8 la ragione per cui <a href=\"http:\/\/www.neroogle.net\/\">neroogle<\/a> e compagnia cantando sono delle idiozie), secondo che non c&#8217;\u00c3\u00a8 alcun rischio che l&#8217;immagine resti &#8220;stampata&#8221; sullo schermo.\u00c2\u00a0 Tuttavia i salvaschermo sono ormai diventati un&#8217;abitudine ed \u00c3\u00a8 difficile trovare un computer che non ne abbia uno.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe chiedersi che male ci sia. Dopo tutto i salvaschermo sono carini (oddio, mica tutti&#8230;) e non fanno alcun male. Ecco il problema \u00c3\u00a8 che un salvaschermo costringe i transistor che controllano le celle di cristallo liquido del vostro monitor ad accendersi e spengersi in continuazione. Siccome tutte queste componenti elettroniche hanno una vita media finita (ovvero sono garantite per funzionare un tot di ore e poi si rompono) farle lavorare a vuoto non \u00c3\u00a8 una bella idea.<\/p>\n<p>Il mio consiglio personale \u00c3\u00a8 di impostare lo spengimento del monitor dopo un certo tempo di inattivit\u00c3\u00a0 ma se proprio non volete (in effetti i monitor ci mettono qualche secondo a riaccendersi) almeno usate una schermata fissa o poco mobile per salvaguardare il vostro schermo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tempo (neanche troppo tempo fa) monitor e televisori erano a tubo catodico. C&#8217;era un catodo che sparava elettroni, un campo magnetico che li deviava ed uno schermo di fosfori che si illuminava quando uno degli elettroni lo colpiva. 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