{"id":189,"date":"2009-03-17T12:03:27","date_gmt":"2009-03-17T11:03:27","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.fcvg.it\/?p=189"},"modified":"2020-02-17T16:34:54","modified_gmt":"2020-02-17T15:34:54","slug":"scorie","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.fcvg.it\/archivio\/?p=189","title":{"rendered":"Scorie"},"content":{"rendered":"<p>Ultimamente si parla molto di nucleare. Si parla di reintrodurlo in Italia, dei suoi vantaggi, dei suoi svantaggi ecc. Purtroppo per\u00c3\u00b2 in Italia sembra valere la regola che ciascuno parla un po&#8217; per sentito dire e le opinioni paiono contare pi\u00c3\u00b9 dei fatti. Ciascuno dice il suo e nessuno si preoccupa di verificare se le affermazioni fatte abbiano o meno senso.<\/p>\n<p>Un punto nodale del discorso sul nucleare sono i suoi costi: si dice spesso che il nucleare costi molto meno dell&#8217;eolico, del solare ecc ecc. Questo non \u00c3\u00a8 che sia falso, produrre un watt di energia tramite reazioni di fissione nucleare in effetti costa meno che produrre lo stesso watt da una turbina eolica, per\u00c3\u00b2 \u00c3\u00a8 una mezza verit\u00c3\u00a0. Nel computo dei costi infatti non ci si pu\u00c3\u00b2 mettere solo quanto costa quel watt fino al momento della produzione ma bisognerebbe tenere anchein conto quanto ci costa <strong>dopo<\/strong> che \u00c3\u00a8 stato prodotto. Ed \u00c3\u00a8 qui che (secondo me) il nucleare mostra il fianco.<\/p>\n<p>Infatti, per produrre quel watt di energia, si sono create delle scorie radioattive e qualcosa bisogna farci. I fautori del nucleare di solito (almeno nella mia esperienza) tendono un po&#8217; a glissare sull&#8217;argomento dicendo che basta immagazzinarle in maniera sicura ed il gioco \u00c3\u00a8 fatto. Ok, andiamo a vedere quanto costa &#8220;immagazzinare in maniera sicura&#8221; in un paese che di nucleare ha una certa esperienza: gli Stati Uniti d&#8217;America.<\/p>\n<p>Negli USA ci sono un centinaio di centrali nucleari che soddisfano pressappoco il 20% del fabbisogno energetico nazionale. I dati ufficiali parlano di <em>almeno<\/em> 50000 tonnellate di scorie radioattive attualmente presenti sul territorio americano e si ritiene che questa cifra salir\u00c3\u00a0 a 120000 tonnellate entro la fine del ciclo vitale degli attuali reattori (quindi senza costruirne di nuovi). Le scorie da qualche parte vanno messe e, in questo momento, la soluzione migliore che \u00c3\u00a8 stata trovata \u00c3\u00a8 stata la realizzazione di contenitori ermetici dal peso di 180 tonnellate ciascuno (e dal costo di <a href=\"https:\/\/www.wired.com\/2009\/03\/nuclear\/?currentPage=1\">un milione di dollari cadauno<\/a>) che, se tutto vasecondo le specifiche, saranno in grado di contenere le scorie per 100 anni. Ok, cento anni \u00c3\u00a8 un mucchio di tempo ma le scorie restano pericolose per 10000 anni e quindi non mi pare un gran risultato.<\/p>\n<p>In pi\u00c3\u00b9 questi contenitori da qualche parte devono essere messi. Un contenitore di materiale altamente radioattivo \u00c3\u00a8 un ottimo bersaglio per attacchi terroristici e comunque bisogna mettersi al riparo da possibili problemi di fabbricazione (come insegna LHC non importa con quanta cura tu progetti uno strumento, \u00c3\u00a8 sempre possibile che si sfasci quando meno te lo aspetti). Bisogna quindi trovare un luogo dove immagazzinarli che sia ragionevolmente lontano da centri abitati, che sia geologicamente stabile (ve lo immaginate un terremoto in un magazzino di rifiuti radiattivi?), che sia lontano da falde acquifere e che abbia una conformazione geologica tale che, anche se ci fossero perdite, queste non si propaghino ma il tutto resti confinato l\u00c3\u00ac. Trovare un posto con queste caratteristiche non \u00c3\u00a8 facile nemmeno in una nazione grande come gli Stati Uniti d&#8217;America (che ha una densit\u00c3\u00a0 abitativa che \u00c3\u00a8 oltre 6 volte pi\u00c3\u00b9 bassa di quella italiana), figuriamoci qui da noi. Fatto sta che il decennale progetto della <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Yucca_Mountain_nuclear_waste_repository\">Yucca Mountain<\/a> \u00c3\u00a8 stato abbandonato ed ora si cerca da zero una nuova locazione.<\/p>\n<p>Riassumiamo: un milione di dollari per ciascun contenitore (non sono riuscito a capire di preciso che capienza abbiano questi contenitori ma, dato che pesano 180 tonnellate possiamo supporre che non possano contenete pi\u00c3\u00b9 di 100 tonnellate di scorie ciascuno) per stare pi\u00c3\u00b9 o meno tranquilli per un centesimo del tempo per cui le scorie saranno pericolose e comunque a questo vanno aggiunti i costi per individuare ed allestire un luogo adatto per immagazzinarli.<\/p>\n<p>Certo, esistono proposte di metodi alternativi, inclusa la possibilit\u00c3\u00a0 di bruciare i residui radioattivi in modo da renderli pericolosi per &#8220;solo&#8221; qualche centinaio di anni invece che 10000 (che sarebbe gi\u00c3\u00a0 un&#8217;ottima cosa). Ma si tratta, appunto, di proposte teoriche ancora ben lontane dal diventare un&#8217;applicazione pratica.<\/p>\n<p>Allora quanto costa quel watt di energia prodotto tramite fissione nucleare? Siamo proprio sicuri che includendo <strong>tutti<\/strong> i costi risulti davvero cos\u00c3\u00ac vantaggioso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultimamente si parla molto di nucleare. Si parla di reintrodurlo in Italia, dei suoi vantaggi, dei suoi svantaggi ecc. Purtroppo per\u00c3\u00b2 in Italia sembra valere la regola che ciascuno parla un po&#8217; per sentito dire e le opinioni paiono contare pi\u00c3\u00b9 dei fatti. 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