{"id":153,"date":"2009-01-09T14:42:25","date_gmt":"2009-01-09T13:42:25","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.fcvg.it\/?p=153"},"modified":"2020-04-15T13:53:49","modified_gmt":"2020-04-15T12:53:49","slug":"cosi-legifero-la-gelmini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.fcvg.it\/archivio\/?p=153","title":{"rendered":"Cos\u00c3\u00ac legifer\u00c3\u00b2 la Gelmini"},"content":{"rendered":"<p>Le vacanze sono finite. \u00c3\u02c6 scoppiata una guerra. Il gas dalla Russia arriva a singhiozzo. Alitalia resta il pasticcio che era. La Iervolino dimostra di essere pur sempre la Iervolino (mica me ne sono dimenticato di quando era ministro dell&#8217;istruzione!).<\/p>\n<p>In mezzo a tutto questo il Decreto Gelmini sull&#8217;universit\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 diventato <a href=\"https:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg16\/lavori\/schedela\/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0016350\">legge<\/a> (con tanto di fiducia). C&#8217;\u00c3\u00a8 chi ha gridato al miracolo, chi ha gridato allo scandalo e chi, per non sentirsi solo, ha gridato e basta. Tuttavia voglio rivelarvi un segreto: la legge &#8220;<em>disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualit\u00c3\u00a0 del sistema universitario e della ricerca<\/em>&#8221; non esiste. O meglio, esiste una legge con questo nome ma si tratta di uno scatolotto vuoto.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di fondo che &#8220;<em>dovrebbe<\/em>&#8221; stare alla base della legge \u00c3\u00a8 quella di iniziare a premiare il merito nella ricerca e stroncare baronati ed inefficienze. Lodevole iniziativa finch\u00c3\u00a9 si rimane nell&#8217;empireo delle belle idee. In pratica questa legge non fa nulla di quello che promette. Vediamo nel dettaglio:<\/p>\n<ul>\n<li>In Italia abbiamo un gran numero di universit\u00c3\u00a0 e di professori. I professori ordinari sono addirittura in numero paragonabile (se non superiori) ai ricercatori. In questo modo la naturale struttura piramidale viene rovesciata ed il tutto va a pesare sui precari dell&#8217;universit\u00c3\u00a0. Vista cos\u00c3\u00ac l&#8217;idea di impedire a chi spende pi\u00c3\u00b9 del 90% del Fondo di Finanziamento Ordinario in stipendi (ovvero la quasi totalit\u00c3\u00a0 delle universit\u00c3\u00a0 italiane) di fare nuove assunzioni sembra ragionevole. Con lo stesso spirito sembrerebbe ragionevole anche il blocco del turn-over. Del resto se c&#8217;\u00c3\u00a8 troppa gente \u00c3\u00a8 inutile assumerne di nuova. Aspettiamo che il personale ritorni ad un livello accettabile ed assumiamo solo a quel punto. Logico no? No, \u00c3\u00a8 un&#8217;idiozia e dimostra\u00c2\u00a0 una totale mancanza di comprensione del funzionamento del mondo universitario. Il problema non \u00c3\u00a8 che ci sono troppi ricercatori, il problema \u00c3\u00a8 che ci sono troppi professori ordinari. La maggior parte di questi oramai non si occupa di ricerca da una vita. Se tutto va bene fanno didattica e si sbattono a trovare i fondi, se va male nemmeno quello. Tra le altre cose una gran massa degli attuali professori ordinari sono entrati tutti insieme a ruolo grazie ad una moratoria che ha trasformato in &#8220;strutturati&#8221; tutti quelli che passavano di l\u00c3\u00ac (incluso il ministro Brunetta) ed ora stanno per andare in pensione tutti insieme. Bloccare il turn-over di botto vorrebbe dire che nell&#8217;arco di due o tre anni le universit\u00c3\u00a0 non avranno pi\u00c3\u00b9 nessuno a cui far fare lezione e che, prima che vengano riaperti i concorsi, tutti i nostri migliori cervelli si saranno gi\u00c3\u00a0 dati abbondantemente alla fuga. Dopo le proteste di studenti e precari il governo ha fatto un passo indietro ed ora il turn-over \u00c3\u00a8 possibile al 50% (ovvero: vanno in pensione due persone ne assumo una) per gli atenei &#8220;virtuosi&#8221;. Il concetto di &#8220;virtuoso&#8221; ci porta direttamente al prossimo punto.<\/li>\n<li>Il 7% del Fondo di Finanziamento Ordinario verr\u00c3\u00a0 assegnato agli atenei &#8220;virtuosi&#8221;. L&#8217;idea di base non \u00c3\u00a8 male (premio i migliori cos\u00c3\u00ac da creare un minimo di stimolo a migliorare) ma il concetto di &#8220;virtuoso&#8221; \u00c3\u00a8 mal definito. Quando si parla del turn-over infatti gli atenei virtuosi sono quelli coi bilanci in regola (non importa se sono insignificanti dal punto di vista della ricerca, se gli studenti seguono le lezioni in sovraffollate aule fatiscenti o altro, basta che i conti siano in regola). Per quanto riguarda il 7% dei finanziamenti bisogna avere i conti in regola ed avere una pagella del CUN dove si dice che l&#8217;ateneo \u00c3\u00a8 meritorio. Qualcuno ha notato dove sta il vero errore? Lasciate perdere la storia della possibilit\u00c3\u00a0 di trasformare le universit\u00c3\u00a0 in fondazioni private: quella \u00c3\u00a8 un peccato veniale. Il vero problema \u00c3\u00a8 che la valutazione del bilancio e del &#8220;merito&#8221; viene fatto per ateneo e non per dipartimento. Spieghiamo: prendete l&#8217;universit\u00c3\u00a0 xxx, all&#8217;interno di questa universit\u00c3\u00a0 c&#8217;\u00c3\u00a8 il dipartimento yyy (medicina, italianistica, matematica o quello che volete voi) che \u00c3\u00a8 un gran bel dipartimento. Organizzato bene, bravi i professori, ottima didattica e ricerca di altissimo livello internazionale. Insomma, un paradiso. Nello stesso ateneo per\u00c3\u00b2 c&#8217;\u00c3\u00a8 anche il dipartimento zzz che invece \u00c3\u00a8 in mano ad un baronato inefficiente e nepotistico che sforna laurati di livello mediocre e la cui ricerca \u00c3\u00a8 inesistente. Logica vorrebbe he si premiasse il primo e si punisse il secondo. Meritocrazia vuol dire questo. Invece il primo verr\u00c3\u00a0 incluso nell&#8217;ateneo &#8220;non virtuoso&#8221; per colpa del secondo. Cos\u00c3\u00ac avremo un dipartimento ottimo che andr\u00c3\u00a0 a morire per mancanza di fondi e personale ed un dipartimento pessimo che manco si accorger\u00c3\u00a0 della differenza.<\/li>\n<li>Una volta fatte le pulci al &#8220;virtuosismo&#8221; fiscale facciamole al &#8220;merito&#8221;. Ebbene s\u00c3\u00ac, finalmente qualcuno dovr\u00c3\u00a0 dire se questo o quell&#8217;ateneo e questo o quel professore abbiano una produzione di ricerca &#8220;meritoria&#8221; o meno. Come? Mistero&#8230; Nella legge non ce ne \u00c3\u00a8 traccia alcuna. Si fa riferimento ai decreti attuativi ma nessuno ha notizia su cosa i decreti attuativi dovrebbero contenere. Certo, se questi decreti fossero fatti benissimo si potrebbe iniziare ad avviarsi nella giusta direzione. D&#8217;altra parte se fossero fatti male (o anche solo mediocremente) farebbero pi\u00c3\u00b9 danni che altro. Insomma, si dice &#8220;bisogna valorizzare il merito&#8221; ma non si dice n\u00c3\u00a8 come n\u00c3\u00a8 quando. Eppure io ero convinto che lo scopo di una legge fosse di fare delle regole, non di enunciare principi primi cos\u00c3\u00ac vaghi che tutti sono d&#8217;accordo.<\/li>\n<li>Che i concorsi siano una buffonata oramai lo sanno anche i sassi. Nei posti dove le cose vanno bene si sceglie una persona meritevole, poi si fa un concorso-burletta e la si fa vincere. Dove le cose vanno male si fa vincere l&#8217;amico, il parente o l&#8217;amante. Anche qui la legge Gelmini sembrerebbe, a prima vista, andare nella direzione giusta. Per evitare che le commissioni fossero formate <em>ad hoc<\/em> 3 dei 4 membri della commissione (tutti professori ordinari) saranno estratti a sorte da una &#8220;lista nazionale&#8221; ed uno nominato dall&#8217;ateneo (questo pu\u00c3\u00b2 essere un ricercatore nel caso di esami da ricercatore). La &#8220;lista&#8221; \u00c3\u00a8 un insieme di professori votati dagli altri e deve essere grossa almeno tre volte la dimensione della commissione. In questo modo la possibilit\u00c3\u00a0 di fare pastette viene un po&#8217; diminuita (anche se resta tutt&#8217;altro che nulla). Un&#8217;altro punto \u00c3\u00a8 l&#8217;eliminazione dell&#8217;esame scritto. L&#8217;esame sar\u00c3\u00a0 per titoli e discussione degli stessi. In effetti, con buona pace di molti, lo scritto \u00c3\u00a8 il punto dell&#8217;esame in cui \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 facile barare e quindi toglierlo ha una sua giustificazione. E allora dove sta il problema? Il problema risieda nella assoluta mancanza nella legge di qualunque riferimento ai criteri con i quali valutare i &#8220;titoli&#8221;. Letteralmente &#8220;<em>la valutazione comparativa \u00c3\u00a8 effettuata sulla base dei titoli, illustrati e discussi davanti alla commissione, e delle pubblicazioni dei candidati, ivi compresa la tesi di dottorato, utilizzando parametri, riconosciuti anche in ambito internazionale, individuati con apposito decreto del Ministro dell\u00e2\u20ac\u2122istruzione, dell\u00e2\u20ac\u2122universit\u00c3\u00a0 e della ricerca, avente natura non regolamentare<\/em>&#8220;. Insomma, anche qui si rimanda a decreti attuativi (cosa voglia dire &#8220;di natura non regolamentare&#8221; non l&#8217;ho capito).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Insomma: questa legge butta gi\u00c3\u00b9 un po&#8217; di frasi generiche quali &#8220;eliminiamo gli sprechi&#8221; o &#8220;valutiamo il merito&#8221; ma non d\u00c3\u00a0 alcuna indicazione su come raggiungere questi obbiettivi. Come dicevo \u00c3\u00a8 poco pi\u00c3\u00b9 di uno scatolotto vuoto dove ciascuno pu\u00c3\u00b2 vederci quello che meglio crede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le vacanze sono finite. \u00c3\u02c6 scoppiata una guerra. Il gas dalla Russia arriva a singhiozzo. Alitalia resta il pasticcio che era. La Iervolino dimostra di essere pur sempre la Iervolino (mica me ne sono dimenticato di quando era ministro dell&#8217;istruzione!). 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